GROW TOGETHER A MIR 2026: LA FORMAZIONE AUDIOSALES TRA OSPITI ILLUSTRI E TEMI DI GRANDE ATTUALITÀ
Grow Together è il progetto formativo di Audiosales che quest’anno, per la prima volta, è approdato direttamente al MIR di Rimini all'interno di un'area dedicata ed attrezzata del nostro stand.
Il tema della formazione è da sempre centrale nella nostra azienda. Per anni, la sede di Sorbolo ha accolto nella propria demo room decine di tecnici, offrendo loro l'opportunità di aggiornarsi e confrontarsi direttamente su prodotti e tecnologie.
Con Grow Together abbiamo voluto alzare ulteriormente l’asticella. Il progetto nasce con l'obiettivo di dedicare ancora più tempo e risorse alla crescita professionale, attraverso incontri in presenza e approfondimenti tecnici che saranno presto disponibili nella nuova sezione dedicata sul nostro portale.
Durante il MIR è andato in scena un ricco programma di appuntamenti che ha visto protagonisti sia i nostri product specialist, sia illustri professionisti del settore. In questo articolo abbiamo voluto dare voce proprio a loro, i nostri ospiti, a cui va fin da ora un sentito ringraziamento. Attraverso una serie di brevi interviste, abbiamo raccolto il loro punto di vista su questa esperienza e, più in generale, sull’importanza di fare “cultura tecnica” — un valore che riteniamo fondamentale per formare professionisti sempre più preparati e competenti.

Giovanni Pinna e il Lighting Designer nel mondo della Moda
Audiosales: Giovanni, benvenuto nell'area Grow Together di Audiosales qui a MIR. Hai appena tenuto uno speech sul lighting design per la moda. Ci racconti in breve di cosa hai parlato?
Giovanni Pinna: è stato uno speech sintetico sulla moda e il design. Partendo dalle basi, ho spiegato l'approccio diverso rispetto a fotografia e video anche perché in questo caso lo scopo ultimo è far risaltare al meglio le creazioni e i vestiti, un approccio per certi versi meno “spettacolare” rispetto al mondo dei concerti. Ho mostrato diverse situazioni, soprattutto legate alle location – sempre molteplici e variegate, con soluzioni tecniche e creative su misura.
Audiosales: parliamo proprio della creatività? Nella moda c’è comunque spazio per essere creativi?
Giovanni Pinna: anche nella moda c'è margine per un approccio creativo, ma di certo meno estremo rispetto a concerti o altre applicazioni dove ciò che ti viene richiesto è ben diverso. In questo caso ho fatto vedere situazioni particolari sia legate a clienti di alto profilo come Prada, ma anche Moschino e Agnona sia a cose più semplici ma non per questo meno efficaci. Il segreto è come sempre saper interpretare al meglio il volere del committente e creare uno show comunque evocativo.
Audiosales: hai avuto modo di parlare anche di questioni più tecniche come fari e sorgenti?
Giovanni Pinna: esatto, parlando di tutto ciò che sono fari “convenzionali” come Fresnel e HMI, fino alle tecnologie moderne, senza scordare che il vintage funziona ancora benissimo per certi clienti…
Audiosales: Audiosales con Grow Together porta la formazione in fiera per la prima volta. Tu sei sempre attivo in questo ambito: come valuti l'esperienza?
Giovanni Pinna: positiva al 100%, direi da ripetere. Ho notato un bel ricambio generazionale: tanti giovani, soprattutto negli ultimi anni. Nelle sfilate incontro sempre più operatori nuovi, mentre prima vedevo sempre le stesse facce. La domanda tecnologica cresce, e si vede. Io stesso, per i miei tanti lavori cerco, per quanto possibile, di formare e crescere nuove persone.
Audiosales: E la formazione specifica in Italia?
Giovanni Pinna: Manca ancora una vera struttura dedicata, ma ci sono iniziative positive: service che aiutano i ragazzi, e fiere come questa con più proposte rispetto al passato. Grow Together è un ottimo esempio. E’ un format che potrebbe evolversi in maniera interessante, con spazi dedicati ed attrezzati: penso ad una piccola arena o un teatro attrezzato per trattare sul campo e praticamente i temi chiave. Non è escluso in futuro qualche cosa del genere, io sono sempre attento agli sviluppi...

Jo Campana: L'Idea oltre la Tecnica a Grow Together
Audiosales: Jo, partiamo subito dall'inizio. Qual è stato il tuo ruolo all’interno di Grow Together e di cosa hai scelto di parlare in questo contesto dedicato alla formazione?
Jo Campana: Appena mi hanno proposto di intervenire, ho riflettuto molto su come utilizzare la mia mezz'ora di tempo e ho deciso fin da subito di non parlare di tecnica, mixer o fari. Volevo concentrarmi su ciò che sta "a monte" di ogni progetto illuminotecnico: l'importanza di avere un’idea. Io penso che chi fa il nostro mestiere - e parlo del mondo dei concerti che è quello che meglio conosco - debba partire dall’ascolto della musica, la tecnica arriva dopo.
Audiosales: Un approccio decisamente meno scolastico. Come hai strutturato questo concetto per i ragazzi?
Jo Campana: Ho presentato tre esempi pratici, dal "tovagliolo di carta" al rendering finale, spaziando tra teatro, palazzetti e stadi. Il messaggio era chiaro: la dimensione non conta. Puoi fare uno show incredibile con 10 fari se hai un’idea forte, così come puoi averne 1000 e risultare banale. È sempre l’idea quella che vince.
Audiosales: Che tipo di pubblico hai trovato davanti a te? Erano ricettivi?
Jo Campana: C’erano molti giovani, dai 18 anni in su e qualcuno anche meno giovane. Mi sono sembrati coinvolti. Ho cercato di non essere didattico, ma di trasmettere la mia visione personale che potrei riassumere in "Non copiate, cercate la vostra strada". Ho citato Dario Fo: "Rubare è da intelligente e copiare da cretini”.
Audiosales: Qual è la tua opinione sulla situazione attuale in Italia, specialmente nel settore dei concerti?
Jo Campana: Il mondo è cambiato rispetto al mio e a quello di alcuni colleghi coetanei, noi veniamo dalla gavetta pura, solo dopo abbiamo approfondito la tecnica e adoperato la tecnologia. Oggi per contro ci sono realtà di tecnici che spesso si riuniscono in aziende di servizi, che sono estremamente tecnici e veloci. Gli show sono perfettamente sincronizzati in timecode, ma a volte il risultato a me sembra freddo, quasi un prodotto da fabbrica. Attenzione, non voglio dire che questo sia sbagliato, anche perché sono gli artisti e le produzioni che chiedono e pretendono questo risultato, ma vorrei ricordare che esiste la parte artistica e creativa. Questo è ciò che ho cercato di trasmettere nel mio slot.
Audiosales: Parliamo di formazione in genere, come vedi la realtà delle cose nel nostro Paese?
Jo Campana: Non so bene cosa e quanto si insegni nelle università in Italia ma di certo non siamo strutturati come in altre nazioni da quel che vedo in giro. In quest’ottica ben vengano iniziative da parte delle aziende come questa di Audiosales al MIR.

Carlo Barbero sull'Integrazione Console Luci e Video Content
Audiosales: Carlo benvenuto ci racconti il cuore del tuo intervento?
Carlo Barbero: Ho parlato principalmente dell’integrazione tra console luci e gestione contenuti video, con una parentesi su Chamsys, una console che uso spesso. È un tema che in tanti affrontano, ma le nuove leve – soprattutto chi ha un approccio moderno, diverso dal mio più “antico” – faticano a capirlo.
Audiosales: Cosa manca loro, in particolare?
Carlo Barbero: In giro vedo usare molto i controller MIDI per fare un po’ di tutto, e per certi versi va bene così. Però molti non apprezzano i vantaggi di utilizzare una console luci: gruppi, sottogruppi, assegnazioni multiple, macro, effetti. Sono dettagli che non esplodono in potenza pura, ma su un lavoro vero – con tante superfici da gestire – ti rendono dinamico e veloce come nient’altro.
Audiosales: Tu come hai affinato il tuo approccio?
Carlo Barbero: E’ una conseguenza dal mio background: per anni Catalyst era il media server principale, controllato solo da console luci. Oggi i server sono più potenti, ma limitati senza quell’interfaccia. Io nel mio workflow faccio un mix dei due, ma la console rimane fondamentale anche se i ragazzi giovani o chi non conosce bene le console non sempre colgono il vantaggio esclusivo. Nel mio intervento ho provato a spiegare proprio questo.
Audiosales: Cosa pensi dell’esperienza Grow Together complessiva?
Carlo Barbero: Positiva, valida. Audiosales ha sempre grande attenzione per l’istruzione e l’insegnamento. Sono momenti di riflessione utili sia a chi sa già qualcosa, sia a chi vuole avvicinarsi. Se ci sarà bisogno in futuro io sono a disposizione.

Claudio Scavazza: Il protocollo Milan e le nuove figure professionali nel Live
Audiosales: Ciao Claudio, hai appena finito il tuo slot. Come sei stato coinvolto e di cosa hai parlato nello specifico durante il tuo intervento?
Claudio Scavazza: Audiosales mi ha coinvolto per tenere una sessione di approfondimento sul protocollo Milan. L'obiettivo era spiegare i vantaggi, i pro e i contro di questa tecnologia e capire perché sta diventando così popolare nel nostro mercato. Sfruttando la mia esperienza e la conoscenza del settore, ho concentrato la mia mezz'ora di slot su questi temi, cercando di focalizzare l'attenzione sugli aspetti più peculiari e sulle novità che Milan ha portato rispetto ad altri protocolli. Non si tratta di dire cosa sia meglio o peggio in assoluto, ma di capire perché scegliere un protocollo piuttosto che un altro a seconda delle esigenze.
Audiosales: Com'è stato il pubblico? Chi c'era ad ascoltarti e che impressione ti hanno fatto?
Claudio Scavazza: C'era un bel gruppo, composto soprattutto da ragazzi giovani. Nonostante fossimo in un "corner" all'interno della fiera, l'interesse è stato alto: molti si sono fermati e sono nate diverse domande, anche dopo la fine della presentazione ufficiale. È evidente che i giovani del settore sono molto ricettivi verso queste tecnologie; per loro sono novità importanti e c'è una forte necessità di formazione e training specifico, specialmente in un contesto come il MIR.
Audiosales: Audiosales punta molto sulla formazione. Qual è il tuo feedback su questo tipo di iniziative in fiera?
Claudio Scavazza: Credo che queste "pillole" formative siano fondamentali. Oggi tutto il mondo dell'entertainment passa attraverso la rete. È diventato cruciale avere professionisti preparati non solo sul trasporto audio-video, ma proprio sull'architettura delle reti per gli eventi.
Audiosales: Quindi una figura dedicata esclusivamente alla gestione del "traffico" dati prima o poi sarà la normalità…
Claudio Scavazza: Esatto, al pari del PA Man o dell’RF manager. Una volta, facevamo tutto noi fonici.
Si tratta di un professionista che assicura che il trasporto dei dati all'interno della rete sia corretto, efficiente, ridondante e sostenibile. Parliamo di esperti che masticano protocolli come PTP o streaming ACN. La domanda non è se succederà, ma quando diventerà obbligatorio avere una figura del genere in ogni grande produzione, sia live che nelle installazioni fisse, dove l'integrazione è ancora più spinta. È un ottimo spunto per i giovani che vogliono specializzarsi e trovare una posizione solida in questo settore.
Gli altri interventi a Grow Together
Lo spazio Grow Together nel nostro stand ci ha permesso di dimostrare quanto valore ha per noi la formazione. Ringraziamo tutti i professionisti che hanno contribuito con entusiasmo ed esperienza a questo progetto tra cui:
- Andreas Huber e Carlo Venturati del Team Claypaky
- Franco Palleni | ITCG Pre-Sales & Industry Business Development, Canon
- Riccardo Laghi | System Engineer AV Enterprise, Netgear : "Ringraziamo il team AudioSales per aver ospitato NETGEAR AV a MIR EXPO 2026 all’interno del loro stand, realizzando un vero ecosistema integrato con prodotti e tecnologie specifiche per l’ambito AV. Abbiamo avuto anche il piacere di partecipare all’area Grow Together, dove ci è stato dedicato uno spazio di presentazione rivolto ai loro partner, offrendo un contesto ideale per condividere soluzioni e approfondimenti tecnici. Desideriamo inoltre sottolineare l’elevato livello di preparazione del loro personale tecnico, che rappresenta un elemento distintivo nel supporto e nello sviluppo delle soluzioni AV sul territorio".
