CLAYPAKY ILLUMINA VASCO LIVE 2026: IL RACCONTO DI UN PROGETTO CORALE
Oltre 250 proiettori Claypaky accompagnano il nuovo capitolo del concept illuminotecnico di Vasco Live 2026. Giovanni Pinna e BOTW ne raccontano le scelte progettuali, la preparazione tecnica e la gestione on the road.
Un palco monumentale, oltre 900 punti luce, 1.200 metri quadrati di LED e una visione creativa che continua a evolversi anno dopo anno. Per il Vasco Live 2026, il lighting designer Giovanni Pinna firma il terzo capitolo di un progetto scenico che ha ormai assunto i contorni di una vera e propria identità visiva, affinata stagione dopo stagione attraverso un continuo lavoro di ottimizzazione tecnica, artistica e produttiva.
Il grande triangolo che domina la scena resta il simbolo riconoscibile dello show, una struttura che accompagna il tour da tre anni e che continua a rinnovarsi attraverso nuove soluzioni illuminotecniche e una programmazione sempre più raffinata. Ci dice Giovanni Pinna: “Il concept ce lo stiamo portando dietro da tre anni. Questo triangolo dominante, la scena che si riconferma anche se ogni volta con una configurazione diversa a livello di pattern e di grafica… insomma, siamo con nuove soluzioni anche a livello tecnico, però siamo sempre su quella traccia.”

Per Pinna, la continuità progettuale rappresenta un valore aggiunto fondamentale. Lavorare sullo stesso impianto creativo permette infatti di perfezionare ogni dettaglio e migliorare costantemente l'efficienza del sistema. “Per me è un fattore molto importante questa riconferma del concept perché ti dà l'occasione di migliorare esponenzialmente ogni anno. Dal primo anno al secondo abbiamo fatto veramente dei miglioramenti anche a livello di workflow, di programmazione e di tempistiche. Lavorando più o meno nello stesso ambiente tecnico ti ritrovi a muoverti molto più in fretta e con più confidenza.”
Un parco luci da grandi numeri
Le dimensioni dello show sono imponenti. Il sistema illuminotecnico conta circa 900 punti luce complessivi, con quasi 600 teste mobili distribuite tra palco, strutture sceniche e aree di copertura del pubblico.
Un impianto pensato per sostenere le enormi dimensioni delle venue e dialogare costantemente con il gigantesco sistema video, senza mai esserne sopraffatto.
“La lotta con il mega LEDwall potrebbe essere impari, ma c'è una grande sensibilità nel trovare il giusto bilanciamento. Ho la possibilità di livellare tutti i parametri e c'è un lavoro costante sul balance visivo dello show. Con 1.200 metri quadrati di schermo, bisogna proporre un visual scenografico che funzioni bene in tutte le sue componenti video e luci.”
Particolarmente significativa è stata la configurazione speciale realizzata per la data di Ferrara, una venue dalle caratteristiche uniche che ha richiesto un'estensione del parco luci fino alle torri delay. “Ferrara è una situazione molto particolare, lunga e profonda. Un piccolo Modena Park. Con la produzione e con Vasco c'è sempre una grande attenzione a “riempire” l’intero ambiente, quindi anche sulle torri delay abbiamo installato delle luci.”

Claypaky protagonista dello show
All'interno dell'imponente impianto, più di 250 teste mobili Claypaky costituiscono uno degli elementi centrali del progetto illuminotecnico. La configurazione comprende 135 Ultimo Hybrid e 95 Ultimo Sharpy, oltre a dei wash, distribuiti strategicamente all'interno della scenografia. Nella data di Ferrara sono stati aggiunti ulteriori 40 Ultimo Hybrid, posizionati sulle 4 torri (10 per torre)
La grande novità del 2026 è rappresentata dall'ingresso massiccio degli Ultimo Sharpy, integrati in modo capillare all'interno del concept. “Ultimo Sharpy è una new entry per questo palco, con centinaia di pezzi molto ben distribuiti e molto presenti nello show, insieme agli Ultimo Hybrid con cui si sposa molto bene.”
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Ultimo Sharpy: il beam moving light erede del leggendario Sharpy
Per Giovanni Pinna, uno degli aspetti più distintivi dell’Ultimo Sharpy è la scelta della sorgente tradizionale con lampada a scarica, una caratteristica sempre più rara sul mercato ma ancora capace di offrire una qualità estetica e un impatto sullo show che il lighting designer considera unica.
“Sono sempre stato un fan della purezza e penetrazione del fascio di luce prodotto dalla lampada. Ho fatto molte comparazioni prima di partire e la mia convinzione è rimasta quella. Ci sono prodotti magari più luminosi o più performanti in alcune condizioni specifiche, ma nel complesso per me non c'è paragone. La consistenza del fascio, il modo in cui lo visualizzi, ti fa capire subito che c'è una lampada. A me piace quella cosa. Per questo genere di applicazioni, secondo il mio gusto personale, è imbattibile.”
Accanto all'estetica del fascio, Pinna sottolinea anche la versatilità e le prestazioni del proiettore in un contesto particolarmente impegnativo come quello di Vasco Rossi. “È un faro molto completo e in questo contesto funziona molto bene anche a distanza. Stiamo parlando di un palco gigantesco dove l’efficienza della performance luminosa conta e ci vuole.”
Altro elemento determinante è la protezione IP66, ormai diventata una condizione imprescindibile per tutto il sistema. “Ormai voglio che tutti i fari siano weather resistant. Non voglio più avere problematiche con l'acqua, che in queste situazioni si prende quasi sempre. Ultimo Sharpy al momento, è assolutamente uno tra i miei testa-mobile preferiti.”

Ultimo Hybrid: versatilità senza compromessi
Se Ultimo Sharpy rappresenta la novità più evidente del tour, Ultimo Hybrid si conferma uno degli strumenti più versatili dell'intero parco luci. Giovanni Pinna ne sfrutta infatti tutte le possibilità operative, passando continuamente da funzioni beam a wash, da spot a profile, in base alle esigenze narrative delle singole canzoni.
“Sto apprezzando Ultimo Hybrid sempre di più: funziona a meraviglia e ambientazioni come questa ne esaltano la versatilità. Spesso li uso anche larghi, solo per pennellare il palco a mo' di wash e riempire la scena. Poi chiaramente dicono la loro anche nel beam mode, e con il fuoco giusto, si sposano veramente bene con lo Sharpy. Ti raddoppiano la potenza di fuoco quando vai su quella modalità.”
La stessa versatilità è stata determinante anche sulle torri delay di Ferrara, dove dieci Ultimo Hybrid per ogni torre sono stati utilizzati in modo dinamico, assolvendo a una molteplicità di funzioni.
“Non ho destinato questi fari a uno specifico utilizzo. Canzone per canzone, ho utilizzato gli Ultimo Hybrid della sala sia come wash, sia come spot, sia come effetti. Ho mischiato molto la programmazione e chiaramente il faro me lo permette.”
Con il Vasco Live 2026, Giovanni Pinna conferma ancora una volta una filosofia progettuale basata sull'evoluzione continua, sulla ricerca dell'equilibrio tra luce e video e sulla scelta di strumenti capaci di garantire personalità, affidabilità e prestazioni. In questo contesto, Ultimo Sharpy e Ultimo Hybrid si affermano come protagonisti di un impianto che, anno dopo anno, continua a crescere insieme al più grande rock show italiano.

Il punto di vista del rental: la sfida logistica di BOTW
Dietro la resa visiva dello show c’è il lavoro di BOTW, il rental che cura l'allestimento tecnico del tour. Per un setup di queste dimensioni, la scelta dei materiali incide direttamente sulla logistica e sulla sicurezza delle strutture. Fabrizio Moggio di BOTW, Responsabile Tecnico per Vasco Live 2026, spiega come le soluzioni Claypaky abbiano facilitato il lavoro sul campo.
L'inserimento in tour dell'Ultimo Sharpy ha portato vantaggi pratici immediati, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei pesi in quota.
"È un prodotto bellissimo, un’evoluzione dello Sharpy che abbiamo apprezzato molto," racconta Fabrizio Moggio. "Abbiamo posizionato questi fari in alto sulle torri, a 26 metri, e il grande vantaggio è che pesano appena 20 chili. Prima, su quelle stesse postazioni, usavamo altre fixture che ne pesavano circa 40. In questo modo abbiamo raggiunto l’obiettivo di alleggerire notevolmente il carico sulle strutture."
Il passaggio al nuovo modello ha svoltato anche la gestione dei trasporti e dei magazzini: "C’è stato un beneficio enorme anche per la logistica: ogni baule contiene quattro Ultimo Sharpy, invece prima ogni faro richiedeva un baule dedicato. Significa ottimizzare lo spazio nei camion e fare molto prima a movimentare il materiale a terra."
Se lo Sharpy ha migliorato la logistica, l'Ultimo Hybrid ha confermato la sua solidità nel tempo, affrontando senza problemi il caldo estivo degli stadi.
"L'Ultimo Hybrid fa il suo lavoro di spot e beam ed è stato una riconferma rispetto ai tour passati" conclude Moggio. "È un prodotto davvero affidabile, anche considerando lo stress a cui è sottoposto: le macchine restano sotto il sole e ad alte temperature per ore durante i montaggi. Nonostante questo, non abbiamo mai dovuto sostituire una lampada, garantendo sempre la massima efficienza e prestazioni costanti."
Grazie al perfetto bilanciamento tra le richieste di Giovanni Pinna e le esigenze sul campo di BOTW, il tour di Vasco si conferma un esempio di sostenibilità e ottimizzazione per le grandi produzioni live.

CREDITS
Service: BOTW
Responsabile Tecnico: Fabrizio Moggio
Lighting Designer e Operatore: Giovanni Pinna
Programmazione: Giovanni Pinna e Marco Zucchinali
Set Design: Giò Forma
Produzione: Live Nation
Dry hire: Lucidiscena
Foto: Marco Mingone
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