Luca Giaroli, Product Manager DirectOut e Mastermind di globcon, entra nei dettagli più tecnici della sua esperienza ad Eurovision Song Contest 2022, dove la ridondanza è stata garantita da 14 PRODIGY.MP.

Come è partita la tua avventura per Eurovision 2022?

"Immediatamente dopo la vittoria dei Maneskin all’Eurovision Song Contest 2021 e alla scelta della città italiana ospitante in RAI è scattata la “macchina” dell’Eurovision.

RAI mi ha contattato come “Signal Distribution Designer and Manager”, quindi sia per progettare che per monitorare tutto il flusso della distribuzione del segnale. Il mio lavoro di consulente esterno si è svolto in parallelo a quello di Daniele Tramontani, che si è occupato del setup del PA per la parte live.

Lavorare con persone che hanno alle spalle decenni di live e in particolare che hanno già lavorato a diverse edizioni dell’Eurovision ha sicuramente gettato le basi per la riuscita di un’ottima soluzione sia dal punto di vista tecnico che da quello funzionale.

Abbiamo ricevuto “carta bianca” da Marco Cunsolo e Mauro Severoni, rispettivamente capo produzione RAI e responsabile audio RAI di ESC2022, per la progettazione del sistema e dal mio punto di vista la sfida è stata davvero entusiasmante. Ho voluto portare tutto il meglio delle tecnologie DirectOut e globcon in un evento che ha infranto tutti i record dal punto di vista della sicurezza dell’intera infrastruttura audio, stabilendo di fatto un nuovo benchmark per gli eventi di questo livello."

Quali sono le particolarità di uno show come Eurovision?

"Il lavoro di pre-produzione è enorme, con feedback ricevuti da remoto dalle 40 delegazioni che partecipano all’evento; le prove degli spettacoli iniziano davvero molto tempo prima e ogni delegazione ha richieste molto precise.

Eurovision, e questo è un aspetto che solo gli addetti ai lavori conoscono, ha tempistiche molto serrate non solo in live ma già durante le prove delle singole esibizioni e gli show devono avere zero margine di errore in qualsiasi momento, con performance perfette."

Quali erano quindi le task principali relative al sistema audio?

"L’intera infrastruttura audio di Eurovision Song Contest 2022 può essere suddivisa in 8 task principali:

  1. Microfoni
  2. Tracce di playback (audio e TimeCode)
  3. Monitoraggio (con IEMs e Monitors per artisti, presentatori ospiti)
  4. Diffusione in sala (PA)
  5. Patch Room
  6. Mix Musicale per la messa in onda
  7. Programma Audio per Broadcast
  8. Comunicazioni interne (Intercom)

con le prime 6 task di competenza del nostro progetto."

Parliamo delle linee guida della progettazione e degli aspetti della ridondanza. Come si è svolto il processo di design del sistema?

"Nella stesura del progetto si è accuratamente evitato che il malfunzionamento (o rottura) di un singolo apparato potesse portare all’interruzione significativa del servizio anche di un singolo task, ovvero ad un periodo di silenzio superiore ai 3 millisecondi. Entro tale lasso di tempo dovranno scattare dunque i meccanismi di ridondanza atti a garantire che entro 3 millisecondi apparati di scorta sopperiscano e ripristinino il perfetto funzionamento di tutti i task.

Per ottenere tale risultato non solo è stato necessario prevedere una o più scorte di ogni apparato coinvolto, ma che anche gli interventi di reazione del primo livello di ridondanza avvenissero in maniera automatica, ovvero non dipendenti dai tempi di reazione dei vari operatori.

Un’altra particolarità del progetto è rappresentata dalla scelta di distribuire a tutti i tasks lo stesso segnale di sincronismo, per garantire massima qualità nello scambio di segnali digitali (con frequenza di campionamento a 48kHz), ma garantire immediato inserimento di SRC bidirezionale (entro 1 sample) allorquando questa condizione di totale sincronismo non possa essere garantita per qualsiasi motivo, al fine di evitare glitches (rumori digitali)."

Quali possono essere le tipologie di inconveniente e di interruzione del servizio che si possono manifestare durante un evento di questa portata?

"Nel progetto abbiamo definito nei minimi dettagli i collegamenti e la gestione tra tutti gli apparati audio, sia quelli primari che quelli di scorta e da esso è possibile stabilire con esattezza assoluta il numero e il tipo di malfunzionamenti contemporanei che sono gestibili e gestiti dai meccanismi di ridondanza e ciò che invece è considerato causa di forza maggiore.

Ciascun task non dipende mai dal funzionamento di un singolo apparato, sono sempre previsti apparati di scorta (senza eccezioni) e i meccanismi di ridondanza di primo livello scattano in maniera automatica, garantendo tempi immediati e risultati attesi, in quanto non dipendenti da reazioni degli operatori o eventuali loro errori. Il livello di ridondanza di questo progetto è tra i più alti mai utilizzati in eventi di interesse mondiale e molto probabilmente il primo ad avere meccanismi totalmente automatici per gli interventi di primo livello.

I meccanismi di primo livello sono quelli che scattano nel momento in cui l’apparato o la connessione principale dovesse fallire."

Qualche esempio pratico di entrata in funzione dei meccanismi di backup?

"Eccone alcuni che chiariranno bene questo concetto:

Esempio 1

Il Playback system primario si spegne, quello secondario interviene automaticamente e i segnali da esso vengono re-instradati per garantire continuità a Live e Broadcast.

Esempio 2

La console di FOH/Monitor/Broadcast primaria si spegne, quella secondaria sopperisce automaticamente e i segnali da essa vengono re-instradati per garantire continuità del task.

Esempio 3

L’apparato previsto per lo scambio dei segnali automatici dei punti precedenti si spegne, un altro equivalente si fa carico della risoluzione del problema. Non è pensabile infatti che quanto utilizzato per sopperire al fault di altri apparati divenga esso stesso quello dal cui funzionamento dipende l’intero task. Diverrebbe un “single point of failure” del quale, al contrario, il progetto è scevro."

Sono state eseguite prove reali di disconnessione delle macchine per verificare che il loro comportamento rispecchiasse quanto stabilito a progetto?

"Assolutamente si. E non solo. Ovvero non solo sono state eseguite prove di disconnessione fisica delle apparecchiature per verificare che tutto entrasse in funzione come previsto ma i processi di backup sono stati fondamentali durante la preproduzione e le prove. All’Eurovision partecipano 40 delegazioni, ognuna con esigenze sceniche e di setup diverse tra loro, con tempi, come già detto, serratissimi. Il sistema di backup creato grazie ai device DirectOut è stato fondamentale in questo senso perché ha permesso di lavorare a ritmo costante durante cambi palco, disconnessioni fisiche di hardware per gli spostamenti e le diverse configurazioni."

Come funzionano invece i livelli di ridondanza oltre il primo livello?

"Se il verificarsi di un fault fa scattare il meccanismo automatico di primo livello, il residuo livello di ridondanza del sistema è più basso e potrebbe non essere più in grado di reggere ad un fault successivo afferente al medesimo task.

Ad esempio, una volta persa la console principale di FOH, quella di scorta sopperisce automaticamente, ma è ovvio che l’eventuale perdita anche di quella porterebbe alla perdita del task. Per mitigare tale condizione sono previsti interventi semi-automatici o manuali atti a ripristinare, ove possibile, il livello di ridondanza originale per essere pronti alla reazione di un fault aggiuntivo ed evitare l’interruzione significativa di servizio.

Proseguendo gli esempi fatti in precedenza, ci si preparerebbe ad inoltrare verso il PA un mix effettuato dalle console monitor o di messa in onda che, seppur non garantendo un segnale identico, eviterebbe il silenzio assoluto in sala."

Estremizzando il concetto di failure contemporanei cosa sarebbe dovuto succedere per mettere davvero in crisi un sistema così complesso?

"In un progetto di questa entità, tutte le procedure sono previste, documentate e attivate direttamente dal Signal Distribution Manager o da lui suggerite in tempo reale agli operatori. Non si arriverà alla significativa interruzione del servizio a meno che il tipo e il numero di malfunzionamenti contemporanei di apparati e/o rotture dei collegamenti esuli o superi quanto previsto dal progetto.

Se tali parametri fossero malauguratamente superati si rende necessario attuare la misura estrema di Disaster Recovery (Live on Tape) che sopperisce a qualsiasi combinazione di fault degli apparati utilizzati.

È una misura estrema che viene utilizzata ad esempio in caso di fail fisico nella venue, come un ordine di evacuazione per un allarme di qualsiasi tipo.

Non avremmo potuto salvare il live nel palazzetto per ovvi motivi ma il Live on Tape ci avrebbe permesso di mandare in onda sia le 2 semifinali che la finale agli oltre 200 milioni di spettatori collegati, grazie a tutta la fase di prove registrata in maniera perfetta."

 

Nella seconda parte dell’approfondimento vedremo come sono state impiegate le macchine DirectOut installate per il progetto.